Rarissimo esemplare di un uccello simile ai pinguini, estinto nella prima metà dell’ ‘800 a causa della caccia.
L’alca impenne era abilissima nel nuotare e per farlo si serviva delle sue corte ali, troppo piccole per volare. Quello del Civico Museo di Storia Naturale è uno dei pochi campioni conservati in tutto il mondo.
Nello stesso spazio dedicato agli ecosistemi marini e isole oceaniche cinque diorami e undici vetrine illustrano la fauna delle zone marine fredde e alcuni ambienti tipici delle estreme latitudini. Al soffitto della sala è appeso lo scheletro di una balenottera comune lungo 19,30 m risalente al secolo scorso. Alcune vetrine illustrano anche la sistematica e la biologia dei mammiferi più adattati alla vita marina: i cetacei e i pinnipedi. Scambiata spesso per un pinguino, l'alca (famiglia Alcidi) è in realtà una vicina parente di albatri e berte, buoni volatori marini. Viveva in popolazioni numerose in tutto il Nord Atlantico e si riproduceva dalle coste rocciose del Canada a quelle delle isole danesi Faeroe e dell'Irlanda. Per le sue caratteristiche biologiche (distribuzione geografica limitata, scarsa fecondità e alta specializzazione della dieta) questo uccello era già a rischio di sopravvivenza. Pertanto quando gli uomini cominciarono a darle la caccia per le sue piume, la carne, il grasso e le uova, divenne sempre più rara. Fu allora che molti collezionisti cominciarono a cacciarla fino a che in Islanda, nel 1844, fu uccisa l'ultima coppia. Attualmente solo 80 esemplari, montati in pelle sono conservati nei musei di tutto il mondo, e di questi solo 5 in musei italiani.
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