Nel cuore di Milano, in piazza Sant’Alessandro di fronte all’omonima chiesa, sorge il Palazzo Trivulzio, di origini medioevali, pesantemente ampliato e ricostruito su commissione della famiglia Trivulzio nel periodo dal 1707 al 1713, su disegno dell’architetto Giovanni Ruggeri, a cui si deve anche la ricostruzione di Palazzo Cusani in periodo appena successivo (1715-1717). La facciata presenta al centro l’imponente portale incorniciato da una coppia di lesene la cui forma è ripresa dal balcone soprastante; la finestra che vi si affaccia è coronata da un grande stemma della famiglia Trivulzio. All’interno di questo sontuoso palazzo gentilizio, attualmente di proprietà dei marchesi Brivio-Sforza, ricco di elementi architettonici di pregio quali logge e portici, si accede al cortile d’onore ove si trova lo splendido portale in marmo bianco e rosso di Verona una volta appartenente al quattrocentesco palazzo Mozzanica che si trovava in Corsia dei Servi, acquistato dal principe Trivulzio e dallo stesso fatto ricostruire nel cortile del palazzo. Sotto i portici e le logge sono numerosi i reperti archeologici che si possono ammirare affissi alle pareti, così come il magnifico pozzo ottagonale con gli stemmi dei Trivulzio e degli Sforza. Al piano nobile, introdotto da un’ampia scala a doppia rampa, si trova il salone d’onore, mentre la famosa biblioteca Trivulziana è stata trasferita e oggi ha sede al Castello Sforzesco insieme alle raccolte d’arte, anch’esse provenienti dalla famiglia Trivulzio.
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Ricordate quando il Manzoni diceva che “andava a risciacquare i panni in Arno”? Sappiate che spesso per sciogliere i suoi dubbi linguistici, lo scrittore consultava la marchesa Marianna Trivulzio Rinucci che nel primo Ottocento animava un raffinatissimo salotto letterario.